Transumanismo forte e religione
Il seminario su Transumanismo e Religione in Second Life ha fatto ricominciare le solite discussioni sulle liste transumaniste. Dagli interventi sulle liste e dalle comunicazioni private che ho ricevuto vedo, e questo mi fa molto piacere, che molti hanno capito bene quello che ho cercato di dire con il mio intervento. Altri non hanno capito cosi’ bene, e questo in molti casi e’ certamente dovuto al fatto che non mi sono spiegato bene. Cerchero’ di spiegarmi meglio in quest’ articolo.
La comunicazione dovrebbe essere sempre chiara e precisa, ma anche semplice e immediata. A volte ci si riesce, ma piu’ spesso questi obiettivi si escludono a vicenda. Se si mira solo alla semplicita’ e all’ immediatezza si perdono molte sfumature che sarebbero necessarie alla comprensione del messaggio. Se invece si mira solo alla chiarezza e al rigore concettuale, spesso si finisce per dire cose incomprensibili o, ancora peggio, troppo noiose da stare a sentire. I grandi comunicatori sono quelli che riescono sempre a trovare l’ equilibrio ideale in un dato contesto.
Molto spesso la comunicazione e’ mirata non a convertire definitivamente chi ascolta, ma solo a convincerla/lo a continuare ad ascoltare. Questo lo sanno bene quelli che vendono enciclopedie, tappeti etc. porta a porta: sanno perfettamente che se riescono a convincerti a farli entrare in casa dopo ti riusciranno a vendere tutto quello che vogliono. Il problema e’ proprio quello di convincerti a farli entrare. Questo e’ ancora piu’ vero ai nostri giorni con una quantita’ enorme e crescente di informazione disponibile. Una volta leggevamo un giornale e non un altro perche’ era l’ unico che si trovava in edicola. Oggi siamo a un click dai contenuti di decine di migliaia di giornali blogs etc., in competizione tra loro per quei pochi secondi del nostro tempo fino alla decisione di continuare a leggere o tornare a google.
Allora e’ importante formulare il proprio messaggio, qualunque messaggio e specialmente se si tratta di qualcosa di nuovo, con sufficiente sex appeal da convincere a stare a sentire invece di chiudere immediatamente la porta. Qui la semplicita’ e immediatezza hanno un grosso vantaggio sulla sofisticazione, specialmente se rivestite con un linguaggio forte che fa appello alle emozioni. Ci sara’ tempo *dopo* per spiegare le cose per bene e con tutta la chiarezza e il rigore necessari.
Pensiero forte e debole: sono sempre stato un adepto del pensiero debole, anzi un ultrarelativista tanto relativista da considerare lo stesso relativismo come qualcosa di molto relativo. Non credo in nessun Assoluto ontologico o morale, e a volte ho seri dubbi sull’ esistenza della realta’, che potrebbe non essere altro che un sogno dentro un sogno come ha detto non ricordo chi. Ma mi rendo conto che per smuovere la gente dall’ apatia e dall’ indifferenza ci vogliono argomenti e parole forti, contenuti emotivamente carichi, tamburi e trombe, striscioni rossi o neri, se avanzo seguitemi, la dittatura del proletariato, Dio e’ con noi, Viva l’ Inter/Milan e andiamo a riempire di botte i milanisti/interisti…
Il transumanismo: continua a sorprendermi il fatto che un complesso di idee tanto belle, rivoluzionarie e intrinsecamente forti non riesca ad avere la risonanza che merita. Non e’ che magari siamo noi a cercare di essere troppo intelligenti, fare troppe distinzioni, spaccare troppi capelli in quattro, proporre troppe sfumature, e lasciare che la forza delle idee transumaniste affondi nella palude del culturalmente sofisticato e politicamente corretto? Non sarebbe meglio cominciare con poche idee forza espresse con un linguaggio semplice e immediato? Invece di dire sottovoce “Abbiamo il diritto di agire sulla nostra evoluzione biologica, sempre che… e senza dimenticare… e tenendo conto di… [montagne di caveat e sottigliezze], dicevo invece di dire questo sottovoce non sarebbe meglio urlare “Abbiamo il *dovere* di prendere in mano le redini della nostra evoluzione biologica e oltre, di espanderci nell’ universo e oltre, e di lasciarci alle spalle ogni limite”? Con una bella musica drammatica di sottofondo (non faccio esempi perche’ quelli che mi vengono in mente sono troppo carichi politicamente), grancasse, e tutti i rituali che hanno dimostrato di funzionare.
L’ immortalita’ e la resurrezione: il mind uploading non e’ la tecnologia piu’ semplice di questo mondo e ci vorranno probabilmente decenni. Ma la possibilita’ del mind uploading e’ perfettamente compatibile con le attuali conoscenze scientifiche, quindi prima o poi ci si arrivera’. E il mind uploading permettera’ l’ immortalita’ (chiaramente solo nel senso di possibile durata indefinita della vita, ma forse questa e’ proprio una di quelle distinzioni che andrebbero fatte solo in un secondo momento). E prima o poi i nostri discendenti superumani e immortali saranno capaci di andare a ripescare l’ informazione contenuta nella mente di quelli che sono gia’ morti da secoli o millenni, e farla continuare a girare su supporti computazionali nel tempo presente (loro presente, nostro futuro). Uploading al futuro, o in altre parole la resurrezione che e’ stata promessa dalle religioni.
La resurrezione, cioe’ non solo divenire immortali ma anche rivedere i nostri cari che sono morti, e’ stata la promessa con la quale le religioni sono riuscite ad agganciare la gente. Ora stiamo cominciando a intravedere, attraverso spiragli che la scienza sta aprendo nel tessuto dei nostri modelli della realta’, remote possibilita’ di resurrezione attraverso la tecnologia futura. Siamo quindi in grado, forse non di promettere la resurrezione, ma almeno di suggerire la compatibilita’ di questa con la nostra visione del mondo. Questo potrebbe essere un modo di mettere il piede nella porta come fa il venditore di enciclopedie. Senza parlare della pace mentale, della speranza e della felicita’ che la sola possibilita’ della resurrezione puo’ dare a chi la prende sul serio. Allora, perche’ non fare di questa parte integrante del nostro messaggio? (vedasi ad esempio la Society for Universal Immortalism: “We dedicate ourselves to finding a way one day to bring back all persons who have ever lived, so they can join in our eternal adventure. This is the idea known as Universal Immortalism (R. Michael Perry - Forever for All").
Allora: parole semplici, pensiero forte, il nostro dovere come specie, immortalita’, resurrezione e la musica drammatica di sottofondo. Il transumanismo formulato in questo modo diventerebbe *molto* simile a una religione. Certo che, parlando rigorosamente, la parola religione e’ sbagliatissima perche’ stiamo parlando di idee sviliuppate nel quadro concettuale della visione scientifica del mondo, che esclude il soprannaturale e le verita’ rivelate. Stiamo parlando, in effetti, non di una religione ma di un’ alternativa alla religione. Ma forse, rinunciando momentaneamente al rigore per la semplicita, si potrebbe prendere a prestito la parola religione, con alcune delle strutture rituali sviluppate da e per le religioni, per convincere la gente a prendere sul serio e approfondire una visione del mondo che puo’ dare felicita’, fiducia nel futuro possibile, motivazione e energia par partecipare alla costruzione di tale futuro.
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