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Aldo Schiavone - Storia e destino

Il libro Storia e Destino di Aldo Schiavone potrebbe rappresentare una svolta e un punto di non ritorno per cio’ che riguarda l’ accettazione, o almeno la presa di conoscenza, delle idee transumaniste da parte dell’ ambiente culturale mainstream in Italia. Come si vede dalla recensione della Stampa che segue l’ autore, un noto storico ed autorevole intellettuale che “non è uno scienziato pazzo né un guru new age”, prende decisamente posizione in favore del nostro diritto, e forse dovere, di fare pieno uso delle tecnologie in via di sviluppo per prendere in mano le redini dell’ evoluzione della nostra specie (per dirla alla Fukuyama). Con un sobrio linguaggio accademico, Schiavone esprime il suo interesse e appoggio per le idee transumaniste riferendosi a concetti come l’ inarrestabile accelerazione esponenziale delle nostre capacita’ tecnologiche, la possibilita’ dell’ immortalita’ biologica e cibernetica (mind uploading), l’ ammissibilita’ dei radicali sviluppi che saranno presto realizzabili, e il rifiuto delle interferenze clericali nella ricerca e nella sperimentazione biotecnologica e bioinformatica. Tali interferenze clericali sono riconosciute, giustamente, come un tentativo di preservare le attuali strutture di potere. Purtroppo non ho ancora letto il libro (non vivo in Italia), ma non vedo l’ ora di leggerlo.

The book Storia e Destino (History and Destiny) by Aldo Schiavone could represent a turning point of no return for the acceptance, or at least acknowledgment, of transhumanist ideas by the Italian mainstream cultural environment. The author, a well known historian and respected intellectual who “is not a mad scientist or a new-age guru”, supports our right (or even duty) to take control of the evolution of our species. This next phase of our evolution is seen, correctly, as a grand Darwinian feedback loop where evolution has produced a species whose technology is able to replace and enhance it. With a sober academic language, the author expresses interest and support for transhumanist ideas, referring to concepts like the unstoppable exponential acceleration of our technological capabilities, the possibility of biologic and cybernetic immortality (mind uploading), the acceptability of radical, soon feasible developments, and the rejection of clerical interferences in biotechnology and bioinformatics research and experimentation. Such clerical interferences are recognized, correctly, as an attempt to preserve current power structures.

La Stampa: Ora è la tecnica che fa evoluzione - La mente, non la natura, deciderà il futuro della nostra specie

Credo che la generazione cui appartengo e quella dei suoi figli saranno fra le ultime a fare i conti con l’esperienza della morte, almeno nei termini in cui la nostra specie l’ha incontrata finora”. A lanciare questa profezia non è uno scienziato pazzo né un guru new age, ma uno dei più sobri, autorevoli ed equilibrati storici contemporanei: Aldo Schiavone, che in Storia e destino , un libro “più leggero di una foglia”, reinterpreta in maniera sorprendente ciò che è stato, che è e che sarà. Non è un saggio di storia né di filosofia né di divulgazione scientifica, ma una riflessione nata “al crocevia di conoscenze e tradizioni diverse”. La sua ampiezza di sguardo non sorprende considerata non solo la personalità dell’autore, ma anche la sua posizione al vertice del Sum, l’Istituto Italiane di Scienze Umane, rete di «scuole di eccellenza» ispirata al modello delle Grandes Ecoles francesi....

E’ dunque in atto una sorta di grandioso “effetto reversivo” darwiniano, in cui la pressione evolutiva ha finito col selezionare una cultura capace di sostituirsi con la propria tecnica alla stessa selezione naturale che l’aveva prodotta. La vita “sta diventando davvero uno stato mentale”, il significato autentico del nostro presente è “la totalizzazione tecnica della natura"… Perché mai, del resto, “un pensiero in grado di vedere l’universo che nasce dovrebbe accettare di essere per sempre prigioniero di una forma corporea, biologica e anatomica, che lo vincola a inaudite costrizioni, quando potrebbe disfarsene?"… Con autentico laicismo Schiavone sollecita la Chiesa a ritrarsi, dopo che dalla fisica e dalla cosmologia, anche dalla biologia: a non interferire nella ricerca e nella sperimentazione biotecnologica e bioinformatica. La rivoluzione in atto sta cancellando l’umana “minorità”, in vista di un futuro “dove tutto quel che tecnicamente si può fare sarà ammissibile”. E’ duro, Schiavone, nell’interpretare in termini non di principio o di evangelizzazione, ma di puro potere l’intransigenza della Chiesa cattolica nel proteggere come mai in passato la generica sacralità della natura e della vita.

Vedasi anche l’ ottima recensione di Mario Domina in LA SPECIE, LA STORIA, IL DESTINO e la discussione dei lettori. Non mancano, naturalmente, i toni piu’ critici come in quest’ articolo del Giornale

Posted by G.P. on 08/04 at 11:15 AM

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